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Fuori le parole, laboratorio pomeridiano per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado

Percorso a ostacoli in dieci laboratori per incuriosire i ragazzi delle scuole medie sul valore delle parole per migliorare la loro comunicazione verbale e scritta.

Per i ragazzi della Scuola secondaria di primo grado di Castelnuovo Rangone.

Cominciamo con i report dei primi due incontri stilato dal “prof” Marcello Targi Parmeggiani.

Primo Incontro martedi 4 febbraio 2014

Chi siamo? Chi siete? Chi ci capisce è bravo. La prima puntata del corso è stata fondamentale per capire chi avevo di fronte; maschi, femmine? timidi o scalmanati? apatici o frenetici?

Senza un body scan preliminare avrei rischiato di parlare sopra le loro teste o sotto le loro scarpe.

Fondamentale, inoltre, era presentare loro una dichiarazione di intenti. Cosa eravamo lì per fare? 

“Affinare la comunicazione verbale o scritta attraverso la lettura di giornali, la visione di video musicali, l’analisi di versi di canzoni, lettura di libri, giochi”. Divertirci, imparando con le parole.

Abbiamo cominciato con l’analisi di alcune parole di derivazione straniera che sono entrate nel nostro parlato comune: Garage, Box, Smartphone, Selfie, una foto fatta a se stessi con un telefonino. Lo spunto è servito a scivolare sull’arte, su autoritratti famosi: Van Gogh (“Sembra mio zio!), Leonardo (“Quello della Gioconda!”), Caravaggio (“Wow, davvero era un assassino?”).

Esprimere se stessi, tirare fuori le proprie emozioni, sia con un pennello che con la musica e le parole. La felicità, ad esempio, di Pharrell Williams, il musicista pop di riferimento mondiale con il suo nuovo singolo “Happy”, che abbiamo analizzato in italiano, con traduzione in inglese a fianco.

“Clap along if you feel like a room without a roof”. Il senso di libertà che ti può dare ballare e via verso una clip del maestro del ballo Michael Jackson con “Beat It”, che diversi ragazzi conoscevano. Scappa, “battitela”, come anche si dice in gergo. “Non volere fare il duro a tutti i costi / Se serve battitela”.

In fondo parla di problemi che ci sono ancora oggi tra ragazzi, il bullismo.

Attimo di silenzio. “Ne riparleremo”.

Ma le parole servono anche per fare delle gustose parodie. Cos’è una parodia? “Eat It” di Al Jankovic, stessa canzone di Michale Jackson ma con il testo cambiato. Eccolo per i ragazzi in inglese e traduzione a fianco in italiano.

“Prof sono le 4”.

Ok, a martedi prossimo!

Secondo incontro, martedi 11 febbraio 2014

“Ciao Prof, siamo venute a dirle che ci dispiace ma ci hanno messo il corso del DELF al matredì e non possiamo più venire”. Due ragazzine sono venute a dirmelo e ho detto loro che mi dispiaceva ma che apprezzavo molto che fossero venute a dirmelo”.

“Ho detto LORO”, non gli “GLI ho detto”. Si dice sempre più spesso ma non è corretto.

“Prof, mi ha portato la canzone di Eminem che mi aveva promesso?”

Sì, ma non subito. Ti tengo un po’ sulla graticola. Una metafora, un modo di dire. Cos’è la graticola? Presente il barbecue? Parola francese. Steak, in inglese; bistecca in italiano. Somiglianze tra le lingue che sono sotto i nostri occhi.

Ehi, cosa stai disegnando tu? Un cuore a scacchi bianco e rosso. Bello, a qualcuno ricorda una bandiera europea? “Svizzera”, fuochino, ma stava bene sul barbecue. Polonia, risponde il ragazzino di origini polacche. “Croazia!”. Bingo! Indipendente solo da una decina d’anni, prima c’era la Jugoslavia e in mezzo una guerra fratricida. “Fratricida?” Tra fratelli. Etimologia di fratricida. Il significato delle parole è spesso dentro la parola stessa.

“A che ora facciamo l’intervallo prof?” Questo non c’entra, non è “pertinente”, ma mi dà il “LA” per parlare di un presidente. Perché si dice “dare il LA”, accordarsi, sintonizzarsi alla tv sul discorso di fine anno di Sandro Pertini. L’appello ai giovani: lottare per la pace, la libertà e la giustizia. La tolleranza. “Anche se non la pensi come me, mi batterò affinché tu possa esprimere la tua idea”.

Ora vediamoci Eminem. “The Monster”. Ma prima leggiamo il testo, che cosa significa, altrimenti guardiamo ma capiamo ben poco. Soprattutto se si tratta di rap, dove il testo vale per l’80% sulla canzone. Si tratta di una canzone autobiografica, auto-goal, automobile, che si muove da sola, Eminem parla di se stesso, di quello che gli è capitato, e lo dice in una canzone, utilizzando delle rime.

Tu che ti ho fatto stare sulla graticola: una rima con graticola!

“Ridicola”. Ottimo!

Vediamo quante rime ci fa sentire il rapper italiano Caparezza parlando dell’idea folle di mandare rifiuti su un altro pianeta leggendo il testo e poi ascoltando la sua “Cacca nello spazio” (risate).

Divertente, che fa pensare. 

Finiamo con un gioco per concludere il secondo appuntamento con Fuori le Parole. Si tratta del “Piratello”, un gioco che si trovava all’interno del programma tv “Il Dirodorlando” con Ettore Andenna e firmato da Bianca Pitzorno, Guglielmo Zucconi e Cino Tortorella nella stagione 1973-74.

Il conduttore ha preparato un breve testo e chiede ai ragazzi di dargli nomi, aggettivi, verbi che sostituisce al testo originale. La rilettura del testo normale prima, e poi del testo modificato dai ragazzi sortiva risate a crepapelle.

E anche oggi ha funzionato alla grande. 

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