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Fuori le parole, terminato il secondo ciclo di incontri per i ragazzi della scuola secondaria

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Incuriosire i ragazzi delle Medie con un corso sulle parole allo scopo di affinare la comunicazione verbale e scritta dei ragazzi.

E’ terminato a maggio il secondo ciclo di FUORI LE PAROLE il percorso laboratoriale organizzato dalla nostra associazione GaPD con il contributo del Comune di Castelnuovo Rangone  e destinato ai ragazzi della scuola secondaria  “Giacomo Leopardi”.

Il percorso, ideato e tenuto da Marcello Parmeggiani detto Targi, si è articolato in dieci incontri pomeridiani volti ad incuriosire i ragazzi sul valore delle parole e per migliorare la loro comunicazione verbale e scritta attraverso la lettura di giornali, la visione di video musicali, l’analisi di versi di canzoni, lettura di libri, giochi. Divertire, riflettere e discutere con le parole!

E’ stata un’esperienza davvero molto interessante e stimolante che visto il successo riscosso dovrebbe ripetersi anche l’anno prossimo!

Ma ecco un piccolo estratto di quanto successo dal racconto di Targi:

L’approccio rapsodico del laboratorio pomeridiano poteva partire da qualsiasi spunto, ad esempio dall’analisi di una parola straniera ‘di moda’, entrata nel nostro parlato comune come “selfie” scivolando nella Storia dell’Arte e sui tanti su autoritratti o selfie famosi: Van Gogh (“Sembra mio zio!), Leonardo (“Quello della Gioconda!”), Caravaggio (“Wow, davvero era un assassino?”).

Oppure da un brano musicale come Happy” di Pharrell Williams, che abbiamo analizzato con traduzione a fianco. “Clap along if you feel like a room without a roof”. Il senso di libertà che ti può dare il ballo ci portava a mostrare una clip del maestro del ballo Michael Jackson con “Beat It”. “Scappa, “battitela”, come anche si dice in gergo. “Non volere fare il duro a tutti i costi / Se serve battitela”. Bullismo e sopraffazioni, dinamiche attuali alla loro età.

“Fuori le Parole” è stato anche un modo per cercare di far tirare fuori ai ragazzi le proprie emozioni.
Conoscete la storia di quel bambino che cadde in un pozzo? – Silenzio. E con l’ausilio della LIM si va negli anni ’80, ad Alfredino Rampi, e alla tv che cominciava a perseguire le emozioni della diretta, gli scoop, ma anche Presidenti con la pipa che sapevano farsi amare da tutti. E ascoltando “Alfredo” dei Baustelle c’è chi si commuove.

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